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	<title>Villa Clerici &#187; Blog GASC</title>
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		<title>Raccolta museale GASC: cambiano le giornate di apertura settimanale</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Oct 2023 10:07:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[villaclerici]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog GASC]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>&#160; CAMBIANO GIORNATE DI APERTURA SETTIMANALE A partire dal 2 novembre 2023 la raccolta musale GASC &#124; Galleria d&#8217;Arte Sacra dei Contemporanei seguirà queste giornate di apertura: Giovedì 14.30 &#8211;</p>
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<p>CAMBIANO GIORNATE DI APERTURA SETTIMANALE</p>
<p>A partire dal 2 novembre 2023 la raccolta musale GASC | Galleria d&#8217;Arte Sacra dei Contemporanei seguirà queste giornate di apertura:</p>
<p>Giovedì 14.30 &#8211; 17.30<br />
Venerdì 14.30 &#8211; 17.30<br />
Domenica 14.30 &#8211; 18.30</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Sabato aperto solo su prenotazione per visite guidate</span> scrivendo a galleria@villaclerici.it</p>
<p>La biglietteria termina 45 minuti prima della chiusura.</p>
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		<title>PROGETTARE AD ARTE. MUSEO E SCUOLA SI INCONTRANO</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2021 14:13:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[villaclerici]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog GASC]]></category>

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			<h2 style="text-align: justify;"><strong>PROGETTARE AD ARTE. MUSEO E SCUOLA SI INCONTRANO</strong></h2>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>La GASC e i Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento</strong></h2>
<p style="text-align: justify;">Studio e lavoro ancora oggi sembrano essere due concetti totalmente separati e destinati a non incontrarsi, soprattutto per gli adolescenti impegnati negli studi liceali o professionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Come è possibile allora avvicinare concretamente gli studenti al mondo del lavoro, dando loro anche spunti utili ad un’eventuale scelta universitaria? I <strong>Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (PCTO)</strong>, già Alternanza Scuola Lavoro, promossi dal MIUR, hanno proprio l’obiettivo di colmare questo divario, rispondendo al bisogno di sperimentazione concreta e “sul campo” spesso insito negli studenti. Progetti specifici in collaborazione con enti esterni, durante i quali anche se per un tempo limitato, i ragazzi si confrontano con il lavoro, assumendosene la responsabilità e sviluppando precise competenze.</p>
<p style="text-align: justify;">Qui si inserisce l’esperienza estremamente positiva appena conclusa presso la GASC, che da tempo aderisce a questi percorsi, che hanno visto coinvolte ancora una volta due classi del terzo anno del Liceo Linguistico Luigi Galvani di Milano. Ogni classe ha partecipato al percorso <strong>PROGETTARE AD ARTE</strong>, rivolto agli studenti del triennio degli Istituti Superiori di II grado con l’obiettivo di introdurre e sperimentare le competenze e azioni della figura professionale dell’educatore museale, partendo dalla lettura e analisi di alcune opere d’arte. Suddivisi in piccoli gruppi i ragazzi durante una serie di 9 incontri imparano ad osservare, leggere e interpretare un’opera d’arte, mediarne il contenuto e progettare un’attività creativa per target differenti. Gli studenti si avvicinano così alla realtà museale, scoprendone le caratteristiche, la collezione e le professionalità che vi operano. Considerato il periodo, per venire incontro alle esigenze degli istituti scolastici, è stato possibile eseguire l’intero percorso in didattica a distanza. Gli educatori museali della GASC guidano e assistono i ragazzi in tutte le fasi, stimolando la loro capacità di osservazione, lo sviluppo di un pensiero critico e il confronto, parte fondamentale per le esercitazioni e il lavoro di gruppo.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo un primo momento introduttivo dedicato alla GASC e alla sua collezione, durante il quale gli studenti scoprono la varietà delle figure professionali che operano all’interno di un museo, imparano a leggere, decodificare ed interpretare alcune opere della collezione, attraverso workshop ed esercitazioni di gruppo guidati dall’educatore museale. Le opere sono selezionate per tecnica, soggetto e significato, così da stimolare il più possibile la sensibilità degli studenti nei confronti dell’arte sacra contemporanea. Ad ogni gruppo è stato poi chiesto di scegliere un’opera tra quelle analizzate, sulla quale progettare il laboratorio creativo per un target specifico assegnato dall’educatore. Così inizia la fase più complessa ma entusiasmante del percorso: la progettazione. Ogni gruppo, autonomo nella scelta del laboratorio, è guidato passo passo in tutte le fasi di progettazione, dalla formazione dell’idea iniziale al suo sviluppo, dalla realizzazione dei materiali alla sperimentazione con il pubblico.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ curioso notare come entrambi i gruppi della classe 3^B hanno scelto di lavorare sull’opera di <strong>Patrizia Novello <em>Will You Be There?</em></strong>, attualmente esposta nelle sale del museo, sviluppando due progetti differenti per due target specifici: adulti corsisti dell’Università della Terza Età (UTE) e gli adolescenti. Questo sottolinea come il linguaggio contemporaneo e il tema profondo racchiuso nell’opera sono stati in grado di stimolare e colpire profondamente gli animi e le menti dei giovani studenti, tanto da volerne condividere con il pubblico la propria visione ed interpretazione. Per gli studenti dell’UTE è stato progettato il laboratorio didattico creativo <strong>WILL YOU BE THERE? NOI CI SIAMO</strong>, che ha coinvolto diverse forme d’arte come la musica, la letteratura, il cinema e la TV, raccontando il significato dell’opera attraverso linguaggi e forme diversi. Parte importante del percorso è anche la fase creativa durante la quale viene proposta una rielaborazione personale del tema con tecniche e materiali differenti. Gli stessi ragazzi hanno realizzato le proprie personali interpretazioni da condividere con il gruppo classe dell’UTE durante la sperimentazione. Il laboratorio si è svolto in DAD, attraverso la piattaforma Zoom dell’Università, con due gruppi classe delle UTE Lions Club di Arluno e Milano, con ottimi risultati. I ragazzi non solo hanno realizzato un laboratorio interessante con materiali interattivi, ma sono riusciti a condurre l’attività interagendo con il pubblico, instaurando un dialogo costruttivo e proficuo. Una bella esperienza di condivisione e confronto fra diverse generazioni. Un progetto differente, anche se incentrato sulla medesima opera, è il laboratorio <strong>UN GIARDINO DI PAROLE</strong> dedicato invece agli adolescenti. In questo caso il gruppo di progetto ha puntato sull’uso della tecnologia, creando un quiz on line che al termine delle domande rimandava il pubblico di ragazzi ad un profilo specifico. Si è quindi scelto di riflettere sui temi dell’opera in modo differente, indagando la sfera personale ed emotiva dei partecipanti, in questo caso coetanei degli studenti progettisti. La sperimentazione con il pubblico, svoltasi in DAD con la piattaforma Google Meet, ha coinvolto un&#8217;altra classe dell’Istituto Galvani. L’esperienza, estremamente positiva, ha visto gli studenti coinvolti rispondere in maniera differente, mostrando desideri, convinzioni, preoccupazioni, paure e aspettative tipiche dell’adolescenza e della fase delicata che stanno vivendo. Anche questo laboratorio prevede un’attività creativa pratica, con materiali recuperabili tranquillamente a casa. I partecipanti si sono messi in gioco abbozzando disegni, scritte e libere interpretazioni del tema, usando anche programmi per il disegno digitale. I lavori sono stati poi condivisi e discussi in gruppo.</p>
<p style="text-align: justify;">La seconda classe coinvolta nel progetto PROGETTARE AD ARTE, la 3^C, ha lavorato invece su una selezione differente di opere e per target diversi, proponendo attività a volte più tradizionali, ma sempre molto efficaci e ben accolte. Un gruppo ha scelto di lavorare sul dipinto di <strong>Vanni Rossi <em>La Madonna della Neve</em></strong>, opera tra le più amate della GASC, per un target di bambini dai 5 ai 7 anni. Il laboratorio ludico creativo dal titolo <strong>UN INVERNO CALOROSO</strong> ha previsto la realizzazione di un video per bambini con protagonisti tre simpatici personaggi che hanno guidato la spiegazione dell’opera prima attraverso le forme e i colori fino al significato più profondo dell’immagine del dipinto, accompagnandogli poi in una sorta di “caccia all’opera” per le sale del museo. Non poteva certo mancare un’attività creativa a misura di bambino dedicata alla tecnica del collage. Un’attività divertente e partecipativa per tutta la famiglia. Il secondo gruppo ha invece dovuto progettare per un pubblico adulto, scegliendo di lavorare sul trittico <strong><em>Nature morte continue </em>di Davide Coltro</strong>, un esempio di pittura elettronica affascinante, da osservare con calma ed attenzione. Il loro progetto <strong>VIAGGIO TRA LE NATURE MORTE</strong>, propone un percorso tematico alla scoperta del genere della natura morta attraverso alcuni esempi conservati presso la GASC, realizzati con tecniche e supporti differenti, fino al contemporaneo trittico di Davide Coltro. Il gruppo, attraverso una presentazione, ha voluto coinvolgere i partecipanti alla visita in una riflessione su tematiche quali il ciclo di vita, lo scorrere del tempo e la monotonia della vita, usando anche riferimenti alla letteratura e alla filosofia. Anche agli adulti viene chiesto di dare sfogo alla propria creatività realizzando libere interpretazioni dei temi affrontati. Ancora una volta il gruppo di progetto ha prodotto alcuni esempi con lo scopo di incentivare il confronto e la discussione.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi progetti di PCTO possono considerarsi come una vera e propria prima esperienza lavorativa all’interno del settore museale, considerando che gli studenti hanno pensato e progettato proprio come educatori museali, mettendosi alla prova, affrontando le difficoltà dovute ad un’attività mai svolta in procedenza, ma godendo anche della soddisfazione per aver realizzato un progetto totalmente personale e del successo riscosso con il pubblico entusiasta. La particolare collezione della GASC ha inoltre permesso agli studenti di avvicinarsi in modo del tutto personale e libero ad un ambito dell’arte molto specifico: l’arte sacra.</p>
<p style="text-align: justify;">I nostri Servizi educativi ringraziano innanzitutto gli studenti che hanno partecipato, per l’impegno e la professionalità dimostrati, nonché l’entusiasmo fondamentale in questo mestiere, confermando che i percorsi di PCTO possono davvero avere un ruolo formativo professionale. Ringraziamo l’Istituto Superiore Luigi Galvani per la sempre proficua collaborazione, le UTE Lions Club di Arluno e Milano per aver aderito alla sperimentazione e il pubblico della GASC.</p>
<p style="text-align: justify;">Non vediamo l’ora di riproporre nuovamente questi percorsi e di accogliere scuole e studenti per nuovi progetti.</p>
<p style="text-align: justify;">Buona estate a tutti!</p>

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		<title>ALTERNANZA SCUOLA LAVORO ALLA GASC!</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jun 2018 16:22:07 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Archivio EduGasc]]></category>
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			<p><strong>I ragazzi e l’Alternanza Scuola Lavoro: la loro esperienza con la quinta edizione di “C’era una volta… GASC racconta”.</strong></p>

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			<p style="text-align: justify;">Siamo il gruppo di ragazzi del <strong>liceo classico Omero (IIS Russell Milano)</strong> – Elisa, Soucaina, Nicole, Federico, Tiziano e Luca – che ha partecipato all’attività di alternanza scuola-lavoro con il progetto <strong>C&#8217;era una volta&#8230; GASC RACCONTA</strong> da febbraio a maggio 2018.</p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto consisteva nell’animare, attraverso oggetti creati da noi stessi, delle letture per bambini dai 3 ai 7 anni e nell’ideare dei lavoretti, inerenti alla storia, da proporgli dopo il racconto. Si sono tenuti quattro incontri (uno al mese), aventi come tema “la famiglia”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco qui i nostri pareri riguardo a questa esperienza!<br />
Elisa afferma: “All’inizio ero un po’ perplessa all’idea di dover lavorare con dei bambini così piccoli, perché credevo che non sarei stata in grado di interagire con loro, e soprattutto di aiutarli in attività manuali, però devo dire che col passare degli incontri, sebbene ci sia stato un po’ di imbarazzo iniziale, è diventato tutto molto naturale e anche divertente”.</p>
<p style="text-align: justify;">Nicole invece sostiene: “È stata una bellissima esperienza, molto più semplice di quanto pensassi, e in particolare ho apprezzato molto il contatto con i bambini, perché mi sono sentita utile e presente nell’attività da svolgere. Inoltre mi sono divertita molto a ideare e creare i lavoretti per loro”.</p>
<p style="text-align: justify;">Soucaina dice: “Secondo me quest’attività è molto utile per i bambini, in quanto gli permette di sviluppare manualità e creatività. Questa esperienza mi ha dimostrato che la didattica museale non è il lavoro che desidero svolgere in futuro, ma mi ha arricchita dal lato umano, avendo a che fare con dei bimbi piccoli”.</p>
<p style="text-align: justify;">Federico è della stessa opinione di Soucaina, ma aggiunge: “Per me è stata un’esperienza molto educativa ed interessante, anche perché mi ha aiutato a capire cosa voglia dire relazionarsi con i più piccoli”.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, Luca e Tiziano affermano: “Riteniamo che il punto di forza di questo progetto sia il lato tecnico e creativo, che aumenta le capacità manuali sia di noi ragazzi, sia, ovviamente, dei bambini. Inoltre crediamo che questo sia proprio un ottimo modo per sensibilizzare questi ultimi alla lettura, facendogliene comprendere la bellezza”.<br />
Insomma, facendo un bilancio generale di questi mesi, abbiamo trovato l’esperienza interessante e piacevole, sia durante le ore di preparazione, in cui il clima è sempre stato ottimo e favorevole allo sviluppo del progetto, sia durante la lettura effettiva ai bambini, in cui l’impegno e il lavoro degli incontri precedenti hanno trovato la loro realizzazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed è stato soprattutto quest’ultimo punto che ci ha appagato tanto: il fatto di aver lavorato e progettato in tutto e per tutto un’attività, e poi averla vista prendere forma, anche con successo. In questo senso, come primo approccio al mondo lavorativo, questi mesi ci sono stati utili per avere un’idea generale su cosa ci aspetterà in futuro.</p>
<p style="text-align: justify;">In conclusione, nonostante quest’ultimo punto, possiamo ritenerci soddisfatti dell’opera svolta, poiché, superati i dubbi e le incertezze iniziali, ci siamo impegnati e abbiamo collaborato per un’attività divertente e utile a mostrare la bellezza della lettura ai più piccoli.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Tiziano Aglio, Elisa Ferrari, Nicole Giordano, Soucaina El Hakimy, Luca Pisano, Federico Travaglini.</em></p>

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		<title>UN&#8217;OPERA PER NATALE</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Dec 2017 15:18:06 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Archivio Iniziative e Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Blog GASC]]></category>

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			<p style="text-align: justify;">In occasione del Natale GASC | Galleria d&#8217;Arte Sacra dei Contemporanei espone a partire da <strong><span style="color: #29235c;">sabato 2 dicembre 2017</span></strong>, l&#8217;opera <strong>I Re Magi</strong> del pittore Vanni Rossi. Il piccolo dipinto, collocato nella Sala degli specchi, resterà esposto fino a <span style="color: #29235c;"><strong>sabato 13 gennaio 2018</strong></span>.</p>

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	</div> <strong>ROSSI VANNI</strong></p>
<p>(Ponte San Pietro, 1894 – Milano 1974)</p>
<p><span style="color: #29235c;"><strong>I Re Magi</strong></span></p>
<p>1940 – 1945</p>
<p>olio su cartone</p>

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			<p><em>“Lavora molto, molto anche ad un solo quadro, anche se piccolo; tocca talvolta valori, nella sua pittura, che appartengono a lui solo, con tonalità di aristocratica misura. </em><em>Dopo aver dipinto migliaia di metri quadri di affresco sui muri delle chiese, egli risente l’intimo timore di un primitivo ed abbassa la voce; cerca di tutto l’essenziale, anche del vivere”.</em></p>
<p><em>                                                                                                                                                      Aldo Carpi</em></p>

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			<p style="text-align: left;">Il pittore Aldo Carpi descrive così l’amico e collega Vanni Rossi, noto soprattutto per i grandi affreschi su muro. Numerosa è la sua produzione da cavalletto: soggetti sacri, scene familiari, ritratti e paesaggi nei quali porta la sua esperienza di affreschista. Il disegno netto, il tono vibrato, la tecnica esperta e per striature di paste, di provenienza divisionista.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel piccolo dipinto in mostra, l’attenzione si concentra sulla luminosa figura della Madonna con Bambino, seduta sopra dell’umile fieno. I tre Re Magi, giunti dall’oriente per adorare il bambino, gli porgono i propri doni. Assiste alla scena una figura maschile che, incuriosita, si arrampica sopra la finestra di una semplice architettura. L’unico elemento di paesaggio è dato dalla palma sullo sfondo.</p>
<p style="text-align: justify;">La poesia delicata del dipinto rivela un’intima spiritualità. Per l’artista il Presepio è l’usuale rappresentazione della natività attraverso i suoi elementi essenziali; ovvero la pura narrazione evangelica. I quadri di Vanni Rossi ci parlano; raccontano del soggetto rappresentato con verità e affetto, parlano dell’anima del pittore che traspare dalle sue tele.</p>

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			<p><strong>Breve biografia dell’artista</strong></p>
<p>Il pittore Rossi Giovanni Angelo detto Vanni Rossi si forma all’Accademia Carrara di Bergamo.</p>
<p>1921 &#8211; partecipa alla fondazione della Scuola d’Arte Sacra “Beato Angelico” in Milano, dove insegna pittura per quattro anni. Sempre nello stesso anno espone alla Prima Quadriennale Romana con una sala personale insieme al Gruppo Divisionisti.</p>
<p>1939 &#8211; viene nominato Cavaliere della Corona d’Italia per meriti artistici.</p>
<p>1948 &#8211; vince il primo premio all’Esposizione d’Arte Sacra a Bergamo, e l’anno successivo partecipa alla Mostra della Sacra Bibbia all’Angelicum di Milano.</p>
<p>1957 &#8211; il Comune di Milano gli conferisce la medaglia d’oro per le prestazioni artistiche. Numerose sono le esposizioni personali anche all’estero, in Spagna, Ungheria, Parigi, Hannover.</p>
<p>1974 &#8211; Si spegne a Milano</p>

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		<title>Giuseppe Pirrone: la colonna dell&#8217;Antico e Nuovo Testamento</title>
		<link>https://www.villaclerici.it/giuseppe-pirrone/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Jun 2017 07:33:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[villaclerici]]></dc:creator>
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			<p>Opera<strong> </strong>presentata in occasione del secondo concerto pianistico della rassegna <a href="http://www.villaclerici.it/museo-in-concerto/" target="_blank">MUSEO IN CONCERTO</a>.</p>

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			<p style="text-align: justify;">GIUSEPPE FORTUNATO PIRRONE</p>
<p style="text-align: justify;">(Borghetto 1898 &#8211; Roma 1978)</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #b7700f;"><b>COLONNA CON STORIE DELL&#8217;ANTICO E NUOVO TESTAMENTO</b></span></p>
<p style="text-align: justify;">1971</p>
<p style="text-align: justify;">gesso dipinto</p>
<p style="text-align: justify;">GASC | Galleria d’Arte Sacra dei Contemporanei</p>

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			<p>Il programma del concerto contempla un pezzo per pianoforte esplicitamente legato al mondo museale: <em>Quadri da un’esposizione</em> di Modest Petrovič Musorgskij.</p>
<p>Si tratta di una suite, ovvero una serie di brani composti per essere eseguiti in sequenza. Musorgskij la compose dopo essere rimasto colpito dalla visita della mostra di un amico pittore. È formata da dieci brani ispirati ad altrettanti quadri e da cinque pezzi di collegamento, da lui chiamati “promenade” (passeggiate). Lungo tutta la composizione c’è un tema ricorrente che rimane riconoscibile pur nelle molteplici variazioni che lo arricchiscono.</p>
<p>Abbiamo quindi una composizione musicale che esplicita come l’arte faccia risuonare legami, citazioni, rimandi, sviluppi di temi continuamente ripresi e modificati. L’esperienza è quella di una molteplicità che solo apparentemente si disperde e che invece trova sempre un filo unitario. Un’esperienza che chiede al fruitore di mantenere una visione d’insieme dell’opera.</p>
<p>Un criterio questo che risulta particolarmente vero e utile anche per la nostra Galleria D’Arte Sacra dei Contemporanei. Qui infatti troviamo rappresentati innumerevoli storie e personaggi biblici, un patrimonio di memoria che la tradizione esegetica ha sempre letto e interpretato in modo unitario scorgendo tra i diversi episodi legami, prefigurazioni, inveramenti.</p>
<p>Questo approccio lo vediamo riassunto e visualizzato in quest’opera molto particolare di Giuseppe Pirrone (1898-1978). Si tratta di un&#8217;opera in gesso dipinto: <strong>Colonna con Storie dell’Antico e del Nuovo Testamento</strong>. Realizzata nel 1971, la fusione in bronzo che se ne ricavò entrò a far parte di quel primo nucleo di opere che costituirono la Sezione d’Arte Moderna dei Musei Vaticani voluta da papa Paolo VI.</p>
<p>La colonna, suddivisa in gironi, raffigura persone e storie dell’Antico e del Nuovo Testamento. Partendo dal basso verso l’alto compaiono la creazione dell’universo, Adamo ed Eva, la cacciata dal Paradiso, Noè, Abramo, Isacco, Giacobbe, Mosé, i profeti e poi la vita di Gesù, dalla natività fino alla resurrezione.</p>
<p>Tutta la storia della salvezza è qui raccolta in unità e molti sono i rimandi interni. Ad esempio, l’episodio delle tavole della legge date a Mosè è raffigurato sotto l’annunciazione dell’Angelo a Maria e alla natività di Gesù. La corrispondenza ricorda come l’arca dell’alleanza, che contiene le dieci parole di Dio, trovi il proprio compimento in Maria, la “Nuova Arca” dell’alleanza che contiene la “Parola che si è fatta carne”.</p>
<p>Episodio dopo episodio, riferimento dopo riferimento, tutta la storia è letta nell’unità della persona di Cristo raffigurato simbolicamente nella colonna stessa in quanto elemento architettonico che unisce cielo e terra.</p>
<p>La suite di Musorgskij così come la colonna di Pirrone sono un invito a fermarsi a contemplare: lì dove appare un pulviscolo di note o un dispersivo accumulo di fatti, emerge un po’ alla volta un disegno unitario, una storia dove ogni elemento acquista senso e valore.</p>

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		<title>Francesco Messina: il pianto di Adamo</title>
		<link>https://www.villaclerici.it/messina/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Jun 2017 06:32:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[villaclerici]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog GASC]]></category>

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			<p style="text-align: justify;">Opera<strong> </strong>presentata in occasione del primo concerto pianistico della rassegna <a href="http://www.villaclerici.it/museo-in-concerto/" target="_blank">MUSEO IN CONCERTO</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>FRANCESCO MESSINA</p>
<p>(Linguaglossa 1900 &#8211; Milano 1995)</p>
<p><strong><span style="color: #b7700f;">IL PIANTO DI ADAMO</span></strong></p>
<p>1929</p>
<p>bronzo</p>
<p>GASC | Galleria d’Arte Sacra dei Contemporanei</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Il programma del primo piano concerto copre un arco temporale molto ampio: da Bach a Mozart, passando per Liszt fino a Scriabin. Abbiamo quindi accostato un’opera d’arte capace di un respiro altrettanto ampio: <strong>Il pianto di Adamo</strong>, scultura di Francesco Messina.</p>
<p style="text-align: justify;">Realizzato nel 1929, questo bronzo guarda ai grandi maestri del passato e, allo stesso tempo, anticipa le tendenze che seguiranno.</p>
<p style="text-align: justify;">La postura di Adamo, chinato in avanti mentre cammina col volto tra le mani, richiama esplicitamente quella che troviamo ne <strong>La cacciata dal Paradiso </strong>dipinta da Masaccio per la Cappella Brancacci, nella chiesa di S. Maria del Carmine, a Firenze.</p>
<p style="text-align: justify;">Francesco Messina, però, non si limita a calcare un modello del passato. La materia tra le sue mani viene plasmata in modo immediato, veloce, quasi nervoso. Anticipa quella tendenza ad allungare e a scarnificare la figura umana che caratterizzerà tanta arte del ‘900. Adamo che cammina fa presagire quello che vedremo nelle sculture filiformi de <strong>L’uomo che cammina</strong> di Alberto Giacometti.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’Adamo di Messina possiamo vedere rappresentato ogni uomo, ma non in astratto bensì dentro una storia, dentro un codice simbolico preciso, dentro una narrazione condivisa. Rappresenta l’uomo nella sua drammatica solitudine, nella sua inadeguatezza a rapportarsi in modo pieno e autentico con l’assoluto. La sua falcata non è più quella di colui che passeggia dialogando con Dio nel paradiso terrestre, ma quella dell’esilio, della lontananza dall’intimità con l’eterno. Adamo nasconde il volto tra le mani: creato a immagine e somiglianza di Dio appare ora irriconoscibile.</p>
<p style="text-align: justify;">La storia che seguirà a questo pianto di Adamo la ritroviamo riflessa nelle opere di questa nostra raccolta museale: in fondo, ogni opera qui esposta non fa altro che raccontare del paziente e tenace tentativo di ricreare un rapporto autentico tra l’uomo e l’assoluto.</p>

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		<title>Raul Soldi: Visitazione</title>
		<link>https://www.villaclerici.it/raul-soldi/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Jun 2017 14:21:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[villaclerici]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog GASC]]></category>

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			<p>Da<strong> giovedì 22 giugno </strong>a <strong>sabato 22 luglio 2017</strong>, sarà visibile al pubblico, nelle sale del museo, l&#8217;opera<strong> </strong><strong>Visitazione</strong> del pittore Raul Soldi, presentata in occasione dell&#8217;ultimo concerto pianistico della rassegna <a href="http://www.villaclerici.it/museo-in-concerto/" target="_blank">MUSEO IN CONCERTO</a>.</p>

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			<p>RAUL SOLDI</p>
<p>(Buenos Aires, 1905-1994)</p>
<p><span style="color: #b7700f;"><strong>VISITAZIONE</strong></span></p>
<p>II metà del XX secolo</p>
<p><em>Studio per gli affreschi della Chiesa di Glews, Argentina</em></p>
<p>olio su tela</p>
<p>GASC | Galleria d’Arte Sacra dei Contemporanei</p>

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			<p style="text-align: justify;">Autore dell’opera <em>Visitazione</em> è Raul Soldi, artista argentino originario di Buenos Aires la cui formazione artistica ha in parte luogo in Italia, dove frequenta l’Accademia di Brera come allievo di Aldo Carpi e subisce l’influenza di diversi modelli. Lavora con il gruppo Avanguardia Artistica e nel 1927 espone nella galleria il Milione con Lucio Fontana.</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta rientrato in Argentina lavora per diversi anni come scenografo ma nel 1953, affascinato dalla cittadina di Glew, vicina alla capitale, inizia l’opera pittorica che lo impegnerà per diversi anni: il ciclo di affreschi della chiesa di Sant’Anna.</p>
<p style="text-align: justify;">Una mattina, vedendo la porta della chiesa aperta, decide di entrare e si accorge che le pareti sono completamente bianche, prive di ornamenti pittorici. Allora si accorda con il parroco locale ed inizia a dipingere. Da quel momento ritorna a Glew per più di vent’anni, per completare gli oltre 250 metri quadrati di affreschi, dedicati alla storia di Sant’Anna e al tema mariano.</p>
<p style="text-align: justify;">Racconta l’artista: <em>“Ventitré estati, dove trascorsi i momenti più felici della mia vita, gratificati dalle immagini e dalla particolare atmosfera che mi circondava: il suono dell’armonium di padre Domingo, il martellare sordo sulle pareti di padre Girolamo, il tumulto delle galline, la quiete e il silenzio delle strade polverose di Glew nel riposo del pomeriggio”. </em></p>
<p style="text-align: justify;">I volti di queste persone a lui care, ritornano nei ritratti di alcune delle figure protagoniste degli affreschi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il dipinto della GASC raffigurante la <strong>Visitazione</strong>, è uno studio preparatorio per una delle scene che decorano la chiesa. Esistono altri studi conservati in collezioni prestigiose, come il dipinto <strong>La vergine e sant’Anna, </strong>donato dall’artista  nel 1973 alla Collezione d’Arte Religiosa Moderna dei Musei Vaticani, raccolta successiva alla GASC ma ad essa legata.</p>
<p style="text-align: justify;">L’artista raffigura il momento in cui Maria si reca in visita alla cugina Elisabetta. L’incontro di due donne, entrambe in attesa di un figlio. Due maternità straordinarie: Maria aspetta il figlio di Dio “senza aver conosciuto uomo”, mentre Elisabetta ha concepito un figlio nonostante la tarda età.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Maria entrò nella casa di Zaccaria e salutò Elisabetta. Ed ecco che, appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, le balzò in seno il bambino</em>” (Lc. 1, 39)</p>
<p style="text-align: justify;">L’opera è un inno al <strong><em>Magnificat</em></strong>. Una composizione giocata sulle sfumature e i diversi toni del blu, dell’azzurro, del verde e del rosa. Colori saturi e pennellate decise che delineano le due eleganti figure riccamente abbigliate.</p>
<p style="text-align: justify;">L’incontro e il dialogo tra le due donne è affidato agli sguardi, teneri e affettuosi, e alla gestualità delle mani. Mani che si parlano cercandosi e intrecciandosi. Mani che portano in dono dei fiori, iconografia nota e ricca di significato. Un incontro intimo e carico di sentimenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche i ventiquattro preludi di Chopin, compositore protagonista del concerto, evocano diversi sentimenti ed immagini che sono una finestra sul mondo musicale e personale del maestro. Un&#8217;istantanea musicale, perché sono immediati, concisi e concentrati.</p>
<p style="text-align: justify;">Ispireranno i preludi di Debussy e di Rachmaninov. Per Schumann <em>&#8220;Sono schizzi, frammenti iniziali di studi, se vogliamo, ruderi, penne d&#8217;aquila, selvaggiamente disposte alla rinfusa&#8221;</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Per Andrè Gide, premio nobel per la letteratura, <em>&#8220;Ognuno di essi prelude alla meditazione. In nessun&#8217;altra opera di Chopin crea un&#8217;atmosfera particolare, crea uno sfondo sentimentale e quindi si spegne, tace. Alcuni sono pieni di grazia e di incanto, altri spaventosi, ma nemmeno uno di essi suscita indifferenza&#8221;</em>.</p>

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		<title>Ritorna l’Alternanza Scuola Lavoro alla GASC</title>
		<link>https://www.villaclerici.it/esploriamo-il-quartiere-di-niguarda/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Jun 2017 12:54:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[villaclerici]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog GASC]]></category>

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			<h2><span style="color: #b77007;">C’era una volta GASC RACCONTA: esploriamo il quartiere di Niguarda</span></h2>
<p style="text-align: justify;"><em>di Daniele, Davide, Francesca, Martina B., Martina C. e Matteo</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>III liceo </em></p>
<p style="text-align: justify;">Per la terza edizione di <a href="http://www.villaclerici.it/gasc-racconta/" target="_blank"><strong>C’era una volta….GASC RACCONTA</strong></a>, svoltosi tra febbraio e maggio 2017, hanno preso parte alcuni studenti della classe III liceo Linguistico dell’Istituto Luigi Galvani di Milano nell’ambito del progetto di Alternanza Scuola Lavoro (ASL).</p>
<p style="text-align: justify;">L’ASL è un progetto del MIUR che prevede lo svolgimento di attività extra scolastiche di tipo professionale per gli studenti del triennio &#8211; per un totale di 200 ore -, da effettuare presso enti o istituzioni accreditate.</p>
<p style="text-align: justify;">Chiediamo ai nostri ragazzi di riportare un resoconto dell’esperienza, rispondendo ad alcune domande:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In che cosa è consiste il vostro progetto di ASL?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Martina B. -</em> GASC RACCONTA è un progetto dei Servizi Educativi della GASC rivolto ai bambini dai 3 ai 7 anni e consiste in letture animate seguite da un laboratorio creativo. L’attività è strutturata su quattro incontri pomeridiani, uno al mese da febbraio a maggio. Durante questo periodo noi dell’ASL ci siamo ritrovati per tre giovedì al mese presso il museo a preparare la lettura: nei primi due pomeriggi abbiamo letto le storie e realizzato il materiale per l’animazione, che si svolgeva il terzo pomeriggio alla presenza del pubblico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quali storie avete raccontato ai bambini?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Martina C. –</em> Quest’anno è stato scelto il tema “Quattro storie per raccontare un quartiere”, dedicato a quattro luoghi di riferimento nel quartiere: il parco, la scuola, il museo e la biblioteca. Al primo incontro abbiamo distribuito ai piccoli una mappa da colorare e ad ogni appuntamento ricevevano un adesivo, raffigurante il protagonista della storia letta quel giorno, da attaccare sul luogo protagonista del racconto.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Martina B. -</em> Questo progetto è stato infatti realizzato in collaborazione con la Biblioteca comunale di Niguarda, dove si è svolto l’ultimo appuntamento. Le altre letture, invece, si sono tenute come di consueto presso il museo. Per ogni appuntamento i bibliotecari di Niguarda ci hanno fornito una selezione di letture affini al tema trattato, disponibili al prestito presso il circuito delle Biblioteche di Milano.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come avete organizzato il vostro lavoro per preparare gli incontri?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Davide -</em> Solitamente al primo incontro si leggeva la storia da raccontare, si sceglieva come realizzare l’animazione e si iniziavano a costruire i personaggi. Il tutto veniva diviso tra di noi in modo tale da riuscire ad avere un carico di lavoro equo.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Martina B. -</em> Oltre agli oggetti di scena abbiamo ideato dei lavoretti da far fare ai bambini al termine del racconto, cosicché potessero portare a casa i loro lavori e ricordarsi di questa esperienza.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Daniele –</em> Durante i nostri incontri preparavamo tutti i materiali necessari per l’attività disegnando, colorando, ritagliando e, in una occasione, perfino cucendo: per la storia “Pippoloteca???”, infatti, abbiamo cucito dei “burattini” dei personaggi della storia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa vi ha lasciato questa esperienza?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Francesca -</em> Questa esperienza mi ha aiutato a diminuire la timidezza nel parlare in pubblico e migliorare la mia personale esperienza di attività con i bambini, che già svolgo e che mi è sempre piaciuta.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Daniele –</em> Abbiamo imparato a gestire il nostro tempo e a finire un lavoro entro una certa data e a saper interagire con i bambini e gestirli. Questo progetto è stato molto interessante e costruttivo, oltre ad essere molto divertente.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Matteo –</em> È stata un’esperienza a 360 gradi perché siamo stati coinvolti dal personale del museo in tutte le fasi del lavoro, dalla progettazione allo svolgimento dell’attività, al fine ideare un modo per animare i quattro racconti scelti, costruendo pupazzi, disegnando la scenografia e studiando le parti da recitare.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Davide –</em> Credo che questo progetto sia stato una bella esperienza perché non solo ha unito noi compagni come gruppo ma ci ha anche fatto capire come funziona il mondo del lavoro e come bisogna comportarsi nelle diverse situazioni. Per me è stata un’esperienza positiva sotto ogni punto di vista ed auguro a tutti in futuro di poter svolgere un’attività simile.</p>

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